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Pubblicità: Internet è inarrestabile E-mail
Pubblicità: Internet è inarrestabileNon c'è limite all'ascesa di Internet. Gli ultimi dati Upa (Utenti Pubblicità Associati) sul mercato della pubblicità inchiodano la carta stampata alla condizione di "relitto", mentre promuovono le nuove tecnologie a medium preferito degli investitori. Meglio dei giornali vanno la televisione e soprattutto la radio, ma anche questi ultimi soffrono di un segno negativo se si considera il loro volume d'affari.

Il web invece gode di ottima salute e - c'è da giurarlo – il trend sarà simile anche nei mesi a venire. Gli investimenti sulla carta stampata in valori nominali faranno registrare una flessione del 3,5% (+3,5% nel 2007) con un rallentamento maggiore dei periodici (-4,7% nel 2008 contro il +2,6% del 2007).

Per i quotidiani le previsioni sono di calo del 2,5% con un buon andamento della pubblicità locale e dei free press. Tiene la Tv con un +1,4% (+1,8 nel 2007) e prosegue il buon andamento della radio (+4,2% a fronte del +5,5% del 2007). Internet che fa registrare un +26,3% e continua l'andamento negativo della pubblicità al cinema (-6,3% nel 2008 dal -7,4% del 2007).

In ogni caso, la sensazione è che qualcosa stia cambiando nel mondo della pubblicità. A trainare la fase successiva sarà certamente un migliore contesto macroeconomico, ma soprattutto i cambiamenti tra i consumatori, nelle tecnologia e nelle imprese utenti. Da questo punto di vista Internet gode di un vantaggio indiscutibile, essendo figlio diretto della "rivoluzione tecnologica" degli ultimi anni.

Pubblicità: Internet è inarrestabileInoltre, la possibilità di unire più contenuti multimediali (video, audio, animazioni, ipertesti) in una stessa pagina, non fa che stuzzicare chi punta sulla pubblicità; e a quanto pare (basta considerare la proliferazione dei banner) porta anche con sé enormi guadagni.

Come diretta conseguenza di questo stato di cose, i tradizionali gruppi editoriali italiani (uno su tutti "Espresso"), che pure hanno avviato un processo di trasformazione, ma che restano ancorati anche vecchie forme di comunicazione, hanno subito un forte ribasso nelle borse. Le loro azioni si sono bruscamente incrinate, potremmo dire proporzionalmente alla crescita del Web

I broker oramai ci scommettono: i giornali – che sopravvivono grazie alla pubblicità – sono condannati all'estinzione. La tv manterrà una rendita di posizione; il mercato di Internet si espanderà ulteriormente.


GIANNI ZECCA - Ufficio Stampa Mind Consulting

 
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